Eccoci finalmente a Las Vegas, la cità degli eccessi e dell'esagerazione americana.
Devo dire che anche noi non siamo stati da meno, visto che abbiamo scelto di andare a pernottare a Luxor, l'hotel egiziano. Tutto sommato fra gli hotel che abbiamo visitato oggi, il nostro ci sembra il più "morigerato". Il che è tutto dire.
Dal Luxor ci siamo spostati usando il corridoio interno verso l'Excalibur. Come dice il nome questo hotel riprende un castello medievale con tanto di cavalieri, maghi e graghi. Se si pernotta qui è d'obbligo andare a vedere il "tournament of Kings". Un tporneo medievale il cui si scontrano cavalieri su un vero terreno da torneo, mentre voi tranquillamente cenate seduti sulle gradinate.
Usciti dall'Excalibur ci si trova davanti New York New York con la statua della libertà che vi dà il benvenuto con al di sopra la skyline di Manhattan. All'interno c'è il Coyote Ugly, omonimo locale del film. E una ricostruzione delle strade di New York, con tanto di quartiere italiano e negozietti che vendono hot dog e pretzel.
Usciti da qui i siamo diretti al MGM Grand. La prima cosa che salta all'occhio di questo hotel è il suo colore verde ed il grande leone che troneggia al suo ingresso.
Rispetto il 1998 questo hotel si è molto ingrandito al suo interno, lasciando spazio ad un cocktail bar molto bello e ad una galleria di negozi e ristoranti davvero ben fatta. La vera chicca di questo hotel è una esposizione recintata da enormi pareti di vetro. Al suo interno fanno il loro spettacolo due splendide leonesse. Sì, due leoni veri e propri. Sembrano anche in perfetta forma e disposte a giocare con l'inserviente di turno. Giocano solo con la palla. Penso che avrebbero bisogno di un inservente nuovo tutti i giorni se giocassero come pare a loro. eh eh eh. Usciti dall MGM ci siamo diretti verso il Bellagio dove siamo stati accolti dallo spettacolo delle fontane che al suono dell'inno nazionale americano cantato da una ancora giovane Witney Houston e da "Con te partirò" del nostro bocelli, forniscono uno spettacolo davvero emozionante. Non ci siamo addentrati nell'hotel perchè volevamo arrivare al Cesar's Palace. Dove la nostra romanità viene presa a picconate a tutti gli angoli. A cominciare dalla statua di Cesare che ci dà il benvenuto appena entriamo fino al colosseo ricostruito in miniatura per ospitare concerti o rappresentazioni varie. Noi quest'anno siamo entrati solo negli shop. All'entrata c'è una bella fontana con 4 statue alte 10 metri che sembrano tenere su il soffitto. Molto belle e proprio di fronte all'entrata un leone che sorregge un bastone, con due corna in testa ed una coda che sembra di serpente ma non si sa. Mah!!!! Ma ecco che giro lo sguardo e vedo un cartello con l'immancabile carta di credito dell'hotel. Niente di strano mi dico, poi vado a leggere meglio. A momenti svengo. Pensavo a una gift card ma non che potessero chiamarla: GIFTUS CARDUS!!!! Solo gli americano possono spingersi a tanto. Passato questo trauma leggo un cartello che parla di statue animate. O sono statue, o sono animate. Non tutti e due, ma comunque mi avvicino. Nella sala adiacente c'è una fontana nel centro con una statua di Bacco che al momento sembra che abbia il parkinson. Trema. Spero che non sia questa la sua "animazione". Infatti non lo è, e dopo alcuni minuti un paio di omini lo stanno riparando. Per fortuna lo spettacolo è ogni ora e mancano ancora 30 minuti. Per il resto la galleria è una bella galleria illuminata da una luce irreale e tendente al crepuscolo. Il soffitto è dipinto con delle nuvole. Naturalmente non si vede la luce esterna. In fondo alla galleria, dopo un altro paio di piazze con fontane varie c'è quella che loro chiamano Atlantis. Una fontana con dietro un bellissimo acquario a forma semicircolare. Ci sono tanti bei pesci, comprese alcune razze ed un paio di gattucci.
Tornando sui nostri passi andiamo a mangiare alla "Salsa" un ristorante messicano dove ci ingozziamo come dei maiali, visto che le loro porzioni sono molto generose. Io e Filippo in particolare abbiamo il preso " The Champion Burrito". Un burrito lungo almeno 30 cm, che io non sono riuscito a finire.
Appena finito di mangiare ci siamo beccati lo spettacolo delle statue semoventi, molto triste e che solo dei poveri americani possono riuscire a sopportare.
Un poco provati nello spirito usciamo per andare a veder il Venetian, consci che al peggio non c'è limite. Eccoci allora qui verso il Venetian. Ma prima andiamo anche a fare un giro al Mirage, memore della lobby vista l'anno scorso. Entriamo quindi al Mirage dalla tappeto mobile e prima di arrivare alla lobby ci aspetta una esposizione come quella dell'MGM, ricordate i leoni? Bene, qui ad attenderci c'è una tigre in carne ossa e righe nere. UN poco assonnata in verità e abbstanza inquieta che alla fine decide di mettersi in bella mostra per le nostre foto. Dopo averla ammirata eccoci alla lobby dove rimaniamo ancora una volta affascinati dall'acquario. I dati tecnici sono stupefacenti: lungo 16 metri ed alto 2 metri e mezzo per un metro e 80 di profondità. Contiene circa 74000 litri d'acqua ed ospita 1000 specie di pesci tropicali. Uno spettacolo.
Rinfrancati da questa vista andiamo verso il Venetian. Veniamo accolti dal leone di san Marco e da un canale dove i gondolieri fanno fare il giro ai turisti disposti a sborsare 15 dollari a testa. Stranamente ci sono pochi turisti. Il motivo è presto detto. Al secondo piano ci sono i Canal shoppes and the Gondola Ride. Ho paura di pensare che possano avere ricreato un canale in piena regola al secondo piano dell'hotel....
Purtroppo è così. Ed eccoci entrare in una Venezia ricreata in un ambiente chiuso con tanto di cielo dipinto e dai colori cangianti. In una piazza san Marco senza la cattedrale e solo con un leone dorato in un angolo eccoci entrare in una Venezia in miniatura con tanto di canale e gondolieri che cantano canzoni come Volare e Funiculì Funiculà, e anche O' sole mio. Tipiche canzoni veneziane che tutti i gondolieri di casa nostra cantano. Voglio tralasciare i nomi improbabili dei vari negozi per ricordarne soltanto uno : Emporio d'Gondola. Sì, non mi sono sbagliato; l'apostrofo è proprio lì. Quando metterò le foto sul sito vedrete una foto che ritrae proprio questa insegna. Qui la fila per fare il giro in gondola a 15 dollari la persona è lunga una conquantina di metri e ci sono almeno 10 gondolieri, fra cui anche una donna, che fanno a turno per portare le persone in giro per il canale. Ultima ciliegina, le gondole sono a motore e non sono spinte a remi, il remo lo usano solo per curvare.
Torniamo mestamente verso il nostro hotel, dove per chiudere in bellezza la serata andiamo a mangiare al buffet, dove troviamo di tutto, dalla pizza al cibo messicano al vegetariano al pesce. Sicuramente un buon acquisto. Ma ora è il momento di lasciare Las Vegas.